Il parco del Castello Ducale di Agliè, con l'esedra e la fontana
Il parco del Castello Ducale di Agliè, con l'esedra e la fontana. Foto: Ambra75 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Capita a tutti quelli che passano qualche settimana nel Canavese per lavoro: arriva un sabato in cui non si ha voglia di guidare fino a Torino, ma nemmeno di restare in casa. È il momento buono per i castelli, che qui sono tanti e vicini.

Il Castello Ducale di Agliè

È una delle residenze sabaude ed è parte del sito UNESCO che raccoglie le residenze della Casa Reale di Savoia. Non ha l'aspetto militare di una fortezza: è una dimora di corte, con centinaia di stanze, arredi originali, una cappella e un parco che da solo vale la visita.

Il parco è la parte che sorprende: viali, un giardino all'italiana, l'esedra con la fontana monumentale, alberi secolari. Si cammina per un'ora senza accorgersene.

Molti italiani conoscono Agliè senza saperlo: le sue sale sono state usate come set per produzioni televisive di larghissimo ascolto.

Il Castello di Masino

Masino sta in cima a una collina che domina l'anfiteatro morenico di Ivrea, ed è una delle dimore storiche affidate al Fondo per l'Ambiente Italiano. Per secoli è stato della famiglia Valperga: si visitano le sale, la biblioteca, le scuderie.

Anche qui il parco conta quanto l'edificio: il giardino all'inglese, i viali, e soprattutto la vista che dalla terrazza si apre sulla pianura e sulla Serra.

Il castello ospita nel corso dell'anno mostre ed eventi, fra cui manifestazioni dedicate al giardinaggio e alle piante: calendario e orari sui canali ufficiali.

Come organizzare il pomeriggio

Dagli appartamenti di Scarmagno entrambi si raggiungono in meno di mezz'ora d'auto. In una giornata ci stanno tutti e due, ma se volete fare le cose con calma sceglietene uno e dedicategli il pomeriggio, parco compreso.

Le dimore storiche hanno aperture stagionali e giorni di chiusura settimanali: prima di mettervi in strada verificate sui siti ufficiali. In inverno alcuni parchi riducono l'orario di accesso.

L'ingresso del Castello di Masino, sulla collina che domina l'anfiteatro morenico di Ivrea
L'ingresso del Castello di Masino, sulla collina che domina l'anfiteatro morenico di Ivrea. Foto: Patafisik e Elena Tartaglione · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Il terzo: il castello di Ivrea

Se vi avanza un'ora, il terzo castello sta in città. Il castello di Ivrea domina il centro storico con le sue torri: è l'edificio che Giosuè Carducci fissò nel verso sulla «rossa torre», ed è la sagoma che compare in tutte le immagini della città.

Fu costruito nel Trecento e per lungo tempo, in epoca moderna, venne usato come carcere: una destinazione che ne ha condizionato la conservazione e gli usi. Oggi è parte del patrimonio cittadino e viene aperto al pubblico in determinati periodi e occasioni: calendario e modalità di visita sui canali ufficiali della città.

Perché qui ce ne sono tanti

La densità di castelli non è un caso. Il Canavese è stato per secoli una terra di confine e di passaggio: qui corre la via verso il Gran San Bernardo e il Piccolo San Bernardo, cioè una delle direttrici storiche fra la pianura padana e l'Europa d'oltralpe. Controllare quella strada voleva dire controllare i traffici.

Da qui la fioritura di fortificazioni prima e, quando il pericolo militare venne meno, la loro trasformazione in dimore signorili e residenze di villeggiatura. Agliè e Masino raccontano proprio questo secondo tempo: castelli nati per difendere e finiti per ricevere.

Se avete ancora tempo

A completare il giro ci sono il lago di Viverone e la Serra morenica, che è la collina lunga e diritta che si vede da quasi tutto il Canavese. Sono i due paesaggi che raccontano come si è formato questo territorio.

Le dimore storiche del Canavese aprono a stagione: in inverno molte riducono orari e giorni. Un controllo sui canali ufficiali evita di trovare il cancello chiuso dopo mezz'ora di auto.

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