Il Palazzo Uffici Olivetti a Ivrea, uno degli edifici del sito UNESCO «Ivrea, città industriale del XX secolo»
Il Palazzo Uffici Olivetti a Ivrea, uno degli edifici del sito UNESCO «Ivrea, città industriale del XX secolo». Foto: The original uploader was Laurom at Italian Wikipedia · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Chi arriva nel Canavese per lavoro passa da Ivrea per forza: è il centro di servizi del territorio, il posto dove ci sono banche, uffici, negozi e ristoranti. Quello che non tutti sanno è che la città è iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO dal 2018, con il nome di «Ivrea, città industriale del XX secolo».

Perché l'UNESCO

Il riconoscimento non riguarda il castello né il centro medievale, che pure ci sono. Riguarda Via Jervis e il tessuto urbano costruito attorno alla fabbrica Olivetti fra gli anni Trenta e gli anni Sessanta.

L'idea di Adriano Olivetti era che la fabbrica dovesse restituire qualcosa al territorio che la ospitava. Da lì nascono, uno accanto all'altro, gli stabilimenti in vetro e cemento, le unità residenziali per i dipendenti, l'asilo, la mensa, i servizi sociali, il centro studi. Non edifici sparsi: un sistema.

L'UNESCO lo ha riconosciuto come esempio significativo di come si sia pensato il rapporto fra industria e architettura nel Novecento.

Come si visita

Il modo giusto è a piedi, lungo Via Jervis, leggendo i pannelli che raccontano gli edifici. Il percorso è all'aperto e libero: gli edifici sono in gran parte ancora in uso e non tutti si visitano all'interno.

Per chi vuole approfondire c'è il museo a cielo aperto dedicato all'architettura moderna, con le sue tappe segnalate. Orari, visite guidate e accessi agli interni si verificano sui canali ufficiali della città e delle fondazioni che se ne occupano.

Il resto di Ivrea

Il centro storico è raccolto: il castello con le torri rosse, le vie porticate, la Dora Baltea che passa in mezzo e divide la città. Si gira in un paio d'ore, compreso il tempo per un caffè.

Una volta all'anno la città cambia faccia: è lo Storico Carnevale, con la Battaglia delle Arance che riempie le piazze. Se la trasferta capita in quei giorni, vale un pomeriggio.

Il museo a cielo aperto

Gli edifici del sito UNESCO si visitano camminando lungo Via Jervis, con il percorso del museo a cielo aperto dell'architettura moderna: una serie di tappe segnalate sul posto, che spiegano chi ha progettato cosa e quando.

Gli architetti coinvolti nel disegno di questa parte di città sono fra i nomi importanti del Novecento italiano, e gli edifici raccontano l'evoluzione del linguaggio moderno lungo tre decenni: dalle prime officine in vetro e cemento degli anni Trenta alle unità residenziali del dopoguerra.

La particolarità, ed è anche il motivo per cui l'UNESCO lo ha riconosciuto, è che non si tratta di monumenti isolati: è un tessuto urbano completo, costruito con un'idea precisa di che cosa debba essere il rapporto fra chi lavora, l'impresa e il luogo.

Da Scarmagno

Dagli appartamenti di Scarmagno Ivrea è a pochi chilometri, un quarto d'ora d'auto. È il posto dove si va a fare la spesa grossa, a cenare fuori o a sbrigare una pratica: comodo per chi in Canavese ci sta settimane e non giorni.

Il sito UNESCO non è un museo con biglietteria: è un pezzo di città vivo, in gran parte ancora utilizzato. Si visita camminando, e il tempo migliore è la mattina presto o il tardo pomeriggio.

Una base a Torino o nel Canavese

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