Il lago di Viverone, uno dei laghi dell'anfiteatro morenico di Ivrea
Il lago di Viverone, uno dei laghi dell'anfiteatro morenico di Ivrea. Foto: Davide Papalini · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

La prima volta che si arriva nel Canavese venendo da sud, una cosa colpisce: sulla destra corre una collina lunga, diritta, con il profilo così regolare che sembra costruita. Non è un'impressione sbagliata. È stata costruita, solo non da noi.

La Serra di Ivrea

La Serra è un cordone morenico, cioè il cumulo di detriti che un ghiacciaio ha spinto davanti e di lato a sé per millenni, depositandolo quando si è ritirato. È considerata uno dei cordoni morenici più regolari e meglio conservati d'Europa: quasi venti chilometri di rilievo continuo, con il versante ripido da una parte e quello dolce dall'altra.

Il ghiacciaio in questione scendeva dalla Valle d'Aosta lungo la valle della Dora Baltea. Quando la valle si apriva nella pianura, il ghiaccio si allargava a ventaglio: da lì il nome anfiteatro morenico di Ivrea.

I laghi

Nelle conche lasciate dal ghiacciaio si è raccolta l'acqua, e così sono nati i laghi del Canavese. Il più grande è il lago di Viverone, ai piedi della Serra, frequentato per il tempo libero, gli sport d'acqua e le passeggiate lungo la sponda.

Ce ne sono altri, più piccoli e più appartati, sparsi fra i rilievi morenici attorno a Ivrea. Sono luoghi tranquilli, buoni per una camminata di fine giornata: chi è in trasferta a Scarmagno li ha a mezz'ora d'auto.

Il paesaggio agricolo

Sui fianchi delle morene, dove il terreno è drenato e il sole batte, si coltiva la vite: è qui che nascono l'Erbaluce di Caluso e le altre denominazioni della zona. Più a nord, dove la valle si stringe, i vigneti diventano terrazzamenti sostenuti da pilastri di pietra.

In pianura prevalgono i prati, i seminativi e le risaie verso est. È un paesaggio di lavoro, non da cartolina: ma con la luce giusta, con la Serra e le Alpi dietro, funziona.

La Serra morenica di Ivrea vista dall'alto: uno dei cordoni morenici più regolari d'Europa
La Serra morenica di Ivrea vista dall'alto: uno dei cordoni morenici più regolari d'Europa. Foto: F Ceragioli · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Le palafitte, e una seconda targa UNESCO

C'è un secondo riconoscimento UNESCO in questo pezzo di Canavese, e quasi nessuno lo sa. Nelle torbiere e sulle rive dei laghi morenici, fra Viverone e Azeglio, sono stati ritrovati i resti di villaggi palafitticoli preistorici: pali di legno conficcati nel fondale, che l'acqua e il fango hanno conservato per millenni.

Quei siti fanno parte del bene seriale transnazionale «Siti palafitticoli preistorici dell'arco alpino», iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale e distribuito su sei Paesi. Non c'è molto da vedere sul posto, perché i resti stanno sott'acqua o sotto terra: quello che si vede è il paesaggio che li ha resi possibili, cioè un sistema di laghi poco profondi e sponde abitabili.

È il modo più efficace per capire quanto è antica la frequentazione di questo territorio: molto prima delle fabbriche, molto prima dei castelli, qui viveva già qualcuno, e viveva sull'acqua.

Camminare sulla morena

La Serra si percorre anche a piedi. Lungo il crinale e sui fianchi corrono strade minori e sentieri, con i boschi di castagno da una parte e i vigneti dall'altra. Non sono itinerari impegnativi: si tratta di dislivelli contenuti, adatti a una camminata di fine pomeriggio dopo il lavoro.

Il consiglio, se avete poco tempo, è scegliere un punto di affaccio sul versante interno: da lì l'anfiteatro morenico si legge come su una carta, con Ivrea in fondo e le Alpi che chiudono l'orizzonte.

Come vederlo in mezza giornata

Il modo più semplice è salire su un punto alto. Dalla terrazza del castello di Masino, che sta in cima a una collina morenica, l'anfiteatro si legge tutto: si vede la Serra da una parte, la pianura dall'altra e le Alpi in fondo.

In alternativa, il giro classico: lago di Viverone, la strada che corre lungo la Serra, e rientro passando da Ivrea.

Se avete un pomeriggio libero e una macchina: salite su una collina morenica al tramonto. Da lassù si capisce in dieci minuti come è fatto questo territorio.

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